(af) Immaginate che cosa sarebbe accaduto se invece di un adolescente italiano fosse stato un ragazzino congolese ad accoltellare la professoressa di terza media nella scuola romana. La quale non nasconde le proprie simpatie per la destra-destra, per la remigrazione degli immigrati (di quelli irregolari, sia chiaro).
Alla sfortuna di avere uno studente italianissimo che la odia per due brutti voti dello scorso anno, nella concitata mattina di venerdì si è inserito pure uno studente africano, figlio di genitori sconosciuti, ospite di una “casa famiglia”. Quest’ultimo, non ancora nella lista della “remigranti” ha levato il pugnale dalla mano del mancato assassino ed ha salvato la sua prof. paladina della remigrazione.
Intervistata dai colleghi della stampa nazionale, la prof. che se l’è cavata, per fortuna sua e nostra, con quindici punti di sutura e quindici giorni di prognosi, ha dichiarato che vorrebbe abbracciare il suo aggressore verso il quale non prova alcun rancore.
Bel gesto e bella dichiarazione. Magari abbraccerà anche il suo salvatore, sempre che nel frattempo non sia remigrato in altra scuola.

