La benzina come lo champagne, ma in compenso il governo più stabile della Repubblica Italiana ci regala per il prossimo anno (elettorale) l’esenzione dal bollo auto per le vetture di piccola e media cilindrata. Le regioni e le province autonome che incamerano la tassa sulle quattroruote sentitamente ringraziano. Ringrazieranno (forse) il Governo se da Roma, come promesso (ma le promesse spesso sono soltanto elettorali) provvederanno a rimborsarle dei mancati introiti. Tre miliardi di euro, bruscolini per un bilancio florido come quello del Belpaese. Del resto di là dal mare, il biondo patinato che si diverte a lanciare missili l’ha sparata grossa: se i repubblicani vinceranno alle elezioni di midterm, tra un paio di mesi, ogni americano (che si rispetti) riceverà un bonifico di 5 mila dollari. Negli anni Cinquanta, le scarpe distribuite prima e dopo il voto dal candidato partenopeo Achille Lauro furono soltanto il principio del voto di scambio. Come diceva Flaiano, “la situazione è grave ma non è seria”. Quanto alle opposizioni che oggi strillano per la mossa elettorale della signora Meloni potranno consolarsi se (difficilmente) riusciranno a rovesciare la maggioranza che ci governa. Faranno festa per la disperazione dei buchi nel bilancio che si prospettano con il populismo un tanto al voto. Che già col 110 (senza lode) dei 5 Stelle, giulivi sul balcone di palazzo Chigi per aver “abolito la povertà”, siamo con le “pezze al culo”. Prepariamoci a restare in mutande. E intanto…
Il Senato approva. Torna così in auge il vezzo italico di cambiare le regole del gioco a gioco in corso e secondo le convenienze di alcuni giocatori. È un bene? Un male? Vedremo. Di certo è una interpretazione della democrazia, “pro domo sua”.
In Trentino Alto-Adige, invece, tutto sembra rimasto come prima. Tanto per cambiare. Intanto, ci si prepara già alla prossima campagna elettorale. Come sempre, tanti i chiamati, ma pochi gli eletti. Non è detto poi che gli uscenti siano riconfermati. Molti premono sulla griglia di partenza e qualcuno magari immagina di sostituire anche qualche cavallo di razza, camuffando i ronzini, perché anche loro sono meritevoli d’essere premiati per tutti sacrifici fin qui fatti per la causa. Quale sia quest’ultima, non è dato sapere.
L’impressione è che ormai una valga l’altra. Giochi, giochetti, furberie, cattiverie e ipocrisie. Incontri, conversazioni, accordi e promesse. Insomma, la solita minestra. D’altronde Parigi, val bene una messa e cosa non si fa per una poltrona parlamentare? E pensare che siamo solo agli inizi. La legge elettorale deve essere ancora approvata definitivamente, eppure già qualcuno intravvede nuovi compromessi per sostituire, ad esempio, il vecchio patto(n)? Chissà. Nell’attesa ci sorbiamo l’ennesima tavola rotonda sull’autonomia che, a momenti, sembra però più una passerella elettorale che uno sguardo in avanti. Kompatscher batte Fugatti dieci a zero e Bolzano va per conto proprio pensando al futuro – ovviamente solo il suo – mentre Trento si accontenta di finanziare acquedotti, semafori e marciapiedi con i fondi del PNRR. “Gubernar es asfaltar”.
È così che, dicono, si mantiene il consenso. Anche in un territorio che ormai non pare credere più a nessuno e si guarda solo la punta delle scarpe. Abbonda la parola “autonomia”. La trovi ovunque, anche quando significa svincolo dal pensare; anche quando giustifica la povertà di una politica che riduce, ogni giorno di più, il Consiglio provinciale a un grande Consiglio comunale. Domani è già oggi, ma troppi sono convinti che sia ancora ieri. Auguri.


2 commenti
Si il bollo-voto per un anno pero
Perchè sanno di perdere e cosi mettono già una spesa per il nuovo governo. Siamo alle solite, come in America, solo che là hanno promesso molto di più 🤣🤣🤣
Tempo fa si aspettava una tappa o un passaggio del giro d italia per vedere buche e strade rovinate asfaltate come si deve .
Ora bastano elezioni o promesse di qualche paese per vedere strade nuove