Lo scorso anno un giovane prete, don Matteo, si tolse la vita, in canonica, nel Novarese. Scrisse in quelle circostante il direttore di Famiglia Cristiana, don Stefano Stimamiglio, che “il prete non è un superuomo dotato di superpoteri”. Ancora: “Ogni considerazione che pretenda di trovare una causa al suo disagio… mi sembra presuntuosa e irrispettosa. Risponde, forse, più a un bisogno che abbiamo di definire ogni cosa, soprattutto la meno comprensibile; di governare il reale con la potenza della tecnica, fosse pure quella psico e sociologica, che vuole spiegare ogni cosa con la legge della causalità per permetterci di capire e ricostruire tutto, di riportare ogni cosa a razionalità, di attribuire colpe e responsabilità (forse collettive e quindi generiche, magari pure con il tentativo onesto di trarne insegnamento per il futuro)».
Sulla figura del prete c’è una lirica di Piergiorgio Bortolotti (1951), già responsabile del Punto d’Incontro a Trento, per una vita il principale collaboratore di don Dante Clauser (1923-2013). Bortolotti è un poeta e scrittore conosciuto e apprezzato anche fuori regione. Ecco la sua riflessione in poesia: “Preti”
Camminiamo lungo ripidi sentieri di montagna,
tra pietraie che aprono varchi su roccia e brevi nevai,
portando un peso, un basto assunto
con la gioia e l’incoscienza dei ventenni,
che seguono la loro vocazione,
meravigliosa, faticosa, sfida e passione.
Il ritmo del cammino e il percorso che ci imponiamo
può portarci, senza quasi accorgercene,
al rischio di scivolare lungo pendii
che pensavamo a noi preclusi,
perdendo quell’ecosistema semplice e vitale
che permette di vivere con naturalezza e umiltà.
Restiamo soli, anche se circondati da molti,
e le sofferenze nostre non trovano sfogo né ascolto,
mentre ci carichiamo di quelle altrui, senza tregua,
in un vortice che nasconde a chi ci sta accanto
la fatica che ci schiaccia e ci sovrasta.
Formatori, Insegnateci a chiedere aiuto,
che è la cosa più difficile per tutti;
a gridare, se necessario,
senza timore reverenziale verso nessuno,
né timore di disturbare i benpensanti
e non perdere la speranza di essere ascoltati.
E a voi, sorelle, fratelli, che ci accompagnate,
ricordate: non siamo Superman, non siamo eroi.
Imparate a guardarci oltre le apparenze,
perché solo insieme possiamo camminare
con coraggio e speranza, verso la VITA.
pigio51©️

