Ci fu un ministro lungimirante il quale disse al popolo plaudente che “con la cultura non si mangia”. È con l’ignoranza che si fa carriera, verrebbe da aggiungere. Sono tempi difficili per i populisti un tanto al chilo. Ma pure i cosiddetti progressisti, che stanno progressivamente perdendo il contatto con i loro elettori, non se la passano meglio. Incredibili, ovvero non più credibili. Tante chiacchiere, pochi fatti. Un tempo contavano sullo “zoccolo duro”. Oggi molti ragionano coi piedi e non calzano più nemmeno gli zoccoli.
Ho mangiato pesante. Un incubo mi ha pervaso tutta la notte, nell’umida oscurità della mia soffitta praghese. Nulla di violento o di tragico, solo l’ossessione dell’elenco dei più recenti assessori alla Cultura dell’autonoma Provincia tridentina. Una varietà di profili sconcertante e indimenticabile.
Da chi ha dimostrato rare abilità nella pittura, soprattutto con il colore bianco (o bianchetto), a chi è riuscito a possedere il dono dell’ubiquità pur di onorare ogni invito (anche quelli non ricevuti), assaggiando l’antipasto a Ton, il primo a Sporminore, il secondo a Cles e il dolce a Fondo (la Val di Non è solo un esempio casuale). E poi ancora, chi ha lasciato un segno indelebile, con le sue giovanili e originali acconciature, fino ad arrivare a chi ha perso la faccia (e anche una prestigiosa poltrona), senza battere ciglio e, anzi, continuando in un imperterrito servizio quotidiano al Trentino e alla sua gente, che peraltro non sembrano averne così urgente necessità.
Si tratta insomma di un universo degno dei più fantastici “bestiari” medioevali, dov’è veramente davvero difficile fare una classifica, nella consapevolezza che al peggio non c’è mai limite.
Eppure, fra tanti, forse svetta chi riesce ad esibire una non comune competenza nell’esercizio della più assoluta incompetenza. Ci vuole infatti una bravura eccezionale, per riempire il vuoto ogni giorno di niente. Leggere per credere le recenti “Linee di politica culturale”. Altro che bar Sport.
Per arrivare a tanto, ci vuole irresponsabilità il lunedì, assiduità il martedì, presunzione il mercoledì, ostinazione il giovedì, arroganza il venerdì e ginnastica il sabato (fascista). Le polemiche non scalfiscono; le critiche non si ascoltano; le opinioni si buttano e solo così si porterà il Trentino verso quei radiosi destini e quelle ore fatali, che già battono nel cielo della nostra patria. Con l’aiuto di qualche riconoscente organizzatore di feste private di compleanno, basta continuare a impegnarsi nel lavoro. Meglio se a maglia. Da imparare subito il “punto Mussolini”. Quando si dice “esser presi per la cultura”…
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