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    Home»I tempi della cronaca»Suora trentina tra i profughi in Moldavia
    I tempi della cronaca

    Suora trentina tra i profughi in Moldavia

    redazioneBy redazione8 Marzo 2022Nessun commento4 Minuti di lettura
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    Via dall’inferno, via dalla morte promessa, lontano dalla patria e dagli affetti. Il popolo dell’invasione fugge a grappolo, come le bombe che l’armata dell’autocrate di Mosca scarica a ripetizione su città e villaggi dell’Ucraina. Di là dalla frontiera, verso ovest, ci sono la Polonia, la Slovacchia, l’Ungheria, la Romania e la Moldova (o Moldavia). È la più povera delle repubbliche, ex sovietiche, che confinano con i territori invasi dai soldati russi. Occupata dai Russi nel 1940, aggregata all’URSS dal 1944 al 1991, divenne indipendente il 27 agosto del 1991. Dal 106 al 270 fu parte dell’impero romano. Oggi la Moldova conta circa 3 milioni e mezzo di abitanti.

    Rosetta Benedetti (1950) la suora di Teaio di Segonzano impegnata dal 1992 in Romania e Moldavia

    Dal 1992, prima in Romania poi in Moldavia, opera una suora di Teaio di Segonzano, Rosetta Benedetti (1950). Fa parte di un piccolo gruppo di suore della Provvidenza, la congregazione fondata a Udine da prete friulano, Luigi Scrosoppi (1804-1884), proclamato santo da papa Woytjla nel 2001. La religiosa trentina ha inviato un’accorata lettera alla associazione di volontariato “Stella Bianca” e alla filiazione “Stella Bianca nel mondo”. L’organizzazione infatti, e non da oggi, supporta gli interventi umanitari della suora di Teaio.

    Da domenica 27 febbraio 2022 sono arrivati in Repubblica Moldova i primi rifugiati ucraini. La Chiesa cattolica ha voluto subito rispondere al grido di aiuto di questi nostri fratelli accogliendoli nelle due realtà della Diocesi di Chisinau, “La Casa della Provvidenza” e ” Il centro Fides”.
    Sono arrivati di notte, spaventati, confusi e disorientati, in una terra nuova, piena di stranieri. Essi sono scappati dalla guerra, con o senza famiglia, sono partiti verso il più vicino confine. Ore di strada senza bagagli e senza avere notizie dei loro cari, bambini, mamme, papà, anziani tutti fuggiti dalla guerra che le ha distrutto le loro case e la vita. Queste persone sono per la strada, loro non possono più dire: “vado a casa mia”. Vorremmo credere che verrà la pace, che costruiremo attraverso la bontà e l’amore. Ognuno di loro, prima della guerra, aveva una vita normale, serena come anche ciascuno di noi. Ora devono viaggiare per cercarsi una sistemazione dignitosa e serena. Con gioia possiamo dirvi che una volta arrivati qui da noi hanno trovato un ambiente accogliente, sereno, caldo e ben preparato appositamente per loro, ma soprattutto hanno trovato delle persone che li hanno accolti con le braccia aperte anche se a volte eravamo colte dal panico sentendo i numeri elevati di fratelli che ci arrivavano. Con le sole nostre possibilità non riusciamo a far fronte alle spese di vitto e alloggio, perché per dare loro un posto dove riposarsi abbiamo dovuto sostenere delle spese superiori alle nostre forze. Ora siamo riuscite a preparare le camere con il necessario perché possano riposarsi. Alcuni di loro arrivano sfigurati dalla stanchezza e debolezza; è tutto un via vai, chi parte e chi viene. Abbiamo visto tanti cuori affranti, occhi in lacrime e tanta sofferenza. La Provvidenza ci è venuta in aiuto, e noi suore della Provvidenza non abbiamo mai dubitato della sua presenza, Questa situazione non sappiamo quanto potrà durare, solo Lui conosce i tempi, pertanto a nome di tutta la direzione delle due realtà oso chiedervi se potete darci una mano. La Moldavia è ancora una terra povera e con poche risorse per questo vengono, passano e cercano di stabilire altrove la loro dimora. A nome nostro e di tutta l’équipe vi ringraziamo di cuore, si dice che “di gocce è fatto il mare”, cosi la carità è fatta da tanti piccoli gesti di solidarietà e di aiuto”.

    Donne, vecchi e bambini profughi dell’Ucraina nelle strutture delle suore della Provvidenza a Chisinau in Moldavia

    La lettera-appello è firmata da sr. Rosetta Benedetti, sr. Tuliana Fartade, sr. Mihaela Mihalut e da Elena Ajder, direttrice dei due centri di accoglienza. Per rispondere rapidamente alle richieste di aiuto, “Stella Bianca” e “Stella Bianca nel mondo” hanno aperto un conto corrente bancario dedicato per la raccolta fondi in favore dei rifugiati. Tutto sarà inviato a suor Rosetta Benedetti, a Chisinau, in Moldavia. L’appello della capillare associazione “Stella Bianca” (oltre trecento volontari in tutta la val di Cembra) è: “Aiutiamola ad aiutare”. Questo il numero di conto corrente della Cassa di Trento, intestato a “Stella Bianca e Stella Bianca nel mondo”, sul quale è possibile (e auspicato) versare le donazioni con la causale: a sostegno rifugiati ucraini”

    IBAN: IT58Y0830435450000068401504

    Come ricordano le suore, nella lettera inviata a “Stella Bianca”, il mare è fatto di piccole gocce. Ogni donazione, anche minima, è una carezza sul volto rigato dalle lacrime di chi ha perso tutto eccetto la dignità.

    importante
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