{"id":5346,"date":"2022-07-20T18:01:24","date_gmt":"2022-07-20T16:01:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.iltrentinonuovo.it\/?p=5346"},"modified":"2022-07-28T10:42:44","modified_gmt":"2022-07-28T08:42:44","slug":"addio-a-maria-zecchini-la-nonna-del-togo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.iltrentinonuovo.it\/index.php\/2022\/07\/20\/addio-a-maria-zecchini-la-nonna-del-togo\/","title":{"rendered":"Addio a Maria Zecchini la \u201cnonna\u201d del Togo"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-large-font-size\">\u201cAbbiamo sfiorato la storia e non ce ne siamo accorti. Maria Assunta ha riscattato agli occhi dell\u2019Africa un\u2019Italia che, negli ultimi anni, ha mostrato la faccia feroce dell\u2019egoismo pi\u00f9 che il sorriso della solidariet\u00e0. Lei ha aiutato per davvero gli africani a casa loro, a dispetto degli slogan di chi parla alla pancia del Paese per un effimero consenso elettorale\u201d. Cos\u00ec la sera di mercoled\u00ec 27 luglio a Molina di Ledro, alla messa in memoria di Maria Assunta Zecchini, 85 anni, morta a Lom\u00e8 il 20 luglio. Infermiera professionale, cinquant\u2019anni fa si \u00e8 fiondata in Africa, nel Biafra (oggi Nigeria) dilaniato dalla fame e dalle malattie, poi in Togo a fare \u201cil grande albero che non d\u00e0 frutto ma che d\u00e0 l\u2019ombra a tutta la famiglia africana\u201d. \u00c8 la traduzione di una nenia funebre, in lingua Ew\u00e9, intonata da tre giovani togolesi (Claire, Reine e Francisco) nel corso del rito funebre seguito da remoto anche a Lom\u00e8.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery columns-2 is-cropped\"><ul class=\"blocks-gallery-grid\"><li class=\"blocks-gallery-item\"><figure><img loading=\"lazy\" width=\"758\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.iltrentinonuovo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/preti-al-funerale-di-Maria-Zecchini-758x1024.jpeg\" alt=\"\" data-id=\"5368\" data-link=\"https:\/\/www.iltrentinonuovo.it\/index.php\/2022\/07\/20\/addio-a-maria-zecchini-la-nonna-del-togo\/preti-al-funerale-di-maria-zecchini\/\" class=\"wp-image-5368\" srcset=\"https:\/\/www.iltrentinonuovo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/preti-al-funerale-di-Maria-Zecchini-758x1024.jpeg 758w, https:\/\/www.iltrentinonuovo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/preti-al-funerale-di-Maria-Zecchini-222x300.jpeg 222w, https:\/\/www.iltrentinonuovo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/preti-al-funerale-di-Maria-Zecchini-768x1038.jpeg 768w, https:\/\/www.iltrentinonuovo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/preti-al-funerale-di-Maria-Zecchini-1137x1536.jpeg 1137w, https:\/\/www.iltrentinonuovo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/preti-al-funerale-di-Maria-Zecchini-1516x2048.jpeg 1516w, https:\/\/www.iltrentinonuovo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/preti-al-funerale-di-Maria-Zecchini-150x203.jpeg 150w, https:\/\/www.iltrentinonuovo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/preti-al-funerale-di-Maria-Zecchini-450x608.jpeg 450w, https:\/\/www.iltrentinonuovo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/preti-al-funerale-di-Maria-Zecchini-1200x1621.jpeg 1200w, https:\/\/www.iltrentinonuovo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/preti-al-funerale-di-Maria-Zecchini.jpeg 1731w\" sizes=\"(max-width: 758px) 100vw, 758px\" \/><\/figure><\/li><li class=\"blocks-gallery-item\"><figure><img loading=\"lazy\" width=\"771\" height=\"846\" src=\"https:\/\/www.iltrentinonuovo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/giovani-togolesi.jpg\" alt=\"\" data-id=\"5369\" data-full-url=\"https:\/\/www.iltrentinonuovo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/giovani-togolesi.jpg\" data-link=\"https:\/\/www.iltrentinonuovo.it\/index.php\/2022\/07\/20\/addio-a-maria-zecchini-la-nonna-del-togo\/giovani-togolesi\/\" class=\"wp-image-5369\" srcset=\"https:\/\/www.iltrentinonuovo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/giovani-togolesi.jpg 771w, https:\/\/www.iltrentinonuovo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/giovani-togolesi-273x300.jpg 273w, https:\/\/www.iltrentinonuovo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/giovani-togolesi-768x843.jpg 768w, https:\/\/www.iltrentinonuovo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/giovani-togolesi-150x165.jpg 150w, https:\/\/www.iltrentinonuovo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/giovani-togolesi-450x494.jpg 450w\" sizes=\"(max-width: 771px) 100vw, 771px\" \/><\/figure><\/li><\/ul><\/figure>\n\n\n\n<p>Nella chiesa di San Vigilio, tra Legos e Molina, fabbricata tra il 1758 e il 1774, cinque preti tra cui il comboniano Donato Benedetti, da Segonzano, che a Lom\u00e8, \u201cdalla Maria\u201d \u00e8 stato di casa per molti anni. E poi, la comunit\u00e0 di Molina, i volontari di \u201cSolidarmondo\u201d, di \u201cStella Bianca nel mondo\u201d, del gruppo missionario, che hanno supportato per molti anni le iniziative benefiche di Maria del Togo.<\/p>\n\n\n\n<p>Con i familiari ledrensi della scomparsa anche la figlia adottiva di Maria Assunta, Francesca Zecchini, infermiera a Negrar (VR), e le quattro nipoti. <strong>Maria Assunta Zecchini sar\u00e0 sepolta il 13 agosto <\/strong>ad Adet\u00e0, un villaggio a nord di Lom\u00e9, accanto al marito, il medico togolese Jean Assimadi, morto nel 2011.Per colei che \u00e8 stata definita la Madre Teresa di Molina, e che il comboniano Donato Benedetti ha chiamato \u201cSanta Maria di Molina\u201d valgono i versi di un poeta anonimo: \u201cSiamo acqua sul colmo dell\u2019estate\/ che fluisce a dissetare la terra\/ e che svapora nell\u2019abbraccio infuocato di Dio\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-drop-cap\">\u201cAdesso che sei venuto e, sia pure in pochi giorni, hai potuto toccare con mano la situazione, potrai spiegare alla gente di lass\u00f9 perch\u00e9 molti di qui vengono a morire ai piedi dell\u2019Europa\u201d. Gi\u00e0, le ragioni di un esodo che non conosce sosta, di una emigrazione dal destino incerto, Maria Assunta Zecchini, da Molina di Ledro, volontaria in Africa da mezzo secolo, le spieg\u00f2 senza giri di parole.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Maria Assunta Zecchini era una donna straordinaria.<\/strong> \u00c8 stata una \u201cmadre Teresa di Calcutta\u201d che il Trentino, la Val di Ledro, hanno donato all\u2019Africa: senza saperlo, probabilmente. Andammo in Togo nel maggio 2017 per conoscere questa \u201cnonna universale\u201d, come la definiva il missionario comboniano trentino Donato Benedetti da Segonzano. Maria \u00e8 stata una volontaria eccezionale che ha dato la propria vita all\u2019Africa dove, alla non pi\u00f9 verde et\u00e0 di ottantacinque anni, continuava a fare l\u2019infermiera. Dalle cinque del mattino a pomeriggio inoltrato, operava in un dispensario avviato nel 2000 dai Salesiani spagnoli, poi passato ai Salesiani togolesi. Sarebbe stato destinato alla chiusura se lei, Maria Assunta Zecchini non si fosse \u201cassunta\u201d l\u2019impegno di tenerlo aperto tutti i giorni dell\u2019anno. Perch\u00e9 la sofferenza e la malattia non conoscono ferie, men che meno in Africa dove la malaria \u00e8 endemica, l\u2019HIV continua a mietere vittime in compagnia con il diabete e l&#8217;ipertensione che sono malattie altamente invalidanti.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" width=\"1024\" height=\"699\" src=\"https:\/\/www.iltrentinonuovo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Alberto-con-Maria-zecchini-1024x699.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5350\" srcset=\"https:\/\/www.iltrentinonuovo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Alberto-con-Maria-zecchini-1024x699.jpg 1024w, https:\/\/www.iltrentinonuovo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Alberto-con-Maria-zecchini-300x205.jpg 300w, https:\/\/www.iltrentinonuovo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Alberto-con-Maria-zecchini-768x524.jpg 768w, https:\/\/www.iltrentinonuovo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Alberto-con-Maria-zecchini-150x102.jpg 150w, https:\/\/www.iltrentinonuovo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Alberto-con-Maria-zecchini-450x307.jpg 450w, https:\/\/www.iltrentinonuovo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Alberto-con-Maria-zecchini-1200x819.jpg 1200w, https:\/\/www.iltrentinonuovo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Alberto-con-Maria-zecchini.jpg 1369w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption>Maria Assunta Zecchini a Lom\u00e9 (2017) con chi scrive e il missionario Comboniano Donato Benedetti<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Lom\u00e9, capitale del Togo, una delle nazioni che si affaccia sulla \u201ccosta degli schiavi\u201d, nel golfo di Guinea. Africa equatoriale francese. Togo, appena otto milioni di abitanti, l\u201980% della popolazione con meno di 25 anni.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>I bisogni sono infiniti come le gocce della risacca. L\u2019oceano \u00e8 a due passi, ogni goccia \u00e8 un caso umano e ogni caso umano meriterebbe la copertina e con essa l\u2019attenzione di chi nell\u2019opulenza pontifica che gli africani vanno aiutati a casa loro. Da altri, naturalmente. Ricordate \u201cArmiamoci e partite\u201d?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Per gran parte della sua lunga vita Maria Assunta Zecchini si \u00e8 rimboccata le maniche ogni giorno, dalle 5 del mattino a pomeriggio inoltrato. \u201cPerch\u00e9 se non apri il dispensario alle 5 e mezza, chi deve andare al lavoro non pu\u00f2 venire qui per le analisi, i prelievi, le visite. Molti abbandonerebbero le cure\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Ti guardava diritto negli occhi, con quegli occhi cerulei dentro un volto sorridente contornato da una ciocca di capelli bianchi.&nbsp;<strong>Maria era originaria di Molina di Ledro,<\/strong> paese che aveva lasciato in giovent\u00f9 per frequentare gli studi e diplomarsi infermiera all\u2019ospedale \u201cNiguarda\u201d di Milano. Aveva lavorato alcuni anni all\u2019ospedale di Riva del Garda. Le fu fatale un incontro con il gesuita Livio Passalacqua. \u201cMi ero rivolta a lui per un consiglio. Mi sarebbe piaciuto partire per dare una mano in Africa. Ero titubante. La mia famiglia poi non era per nulla soddisfatta. Padre Livio mi disse semplicemente: segui la tua strada e vai\u201d. Era il 1968, un secolo fa.<\/p>\n\n\n\n<p>Doveva essere un\u2019esperienza di qualche mese, forse qualche anno. In Africa, Maria aveva trovato l\u2019uomo della sua vita, il medico pediatra togolese Jean Assimady, un\u2019autorit\u00e0 in campo sanitario internazionale. L\u2019aveva sposato. Li aveva separati la morte del medico, nel 2011, e lei aveva deciso di continuare, anche in sua memoria. Non hanno avuto figli. A ogni buon conto Maria aveva gi\u00e0 adottato, dandole il cognome, una bambina orfana. La mamma della piccola mor\u00ec di parto. Francesca \u00e8 cresciuta, si \u00e8 diplomata infermiera in Italia, ha sposato un infermiere italiano, ha avuto quattro bambine e vive in provincia di Verona. La vita \u00e8 un\u2019andata e un ritorno.<\/p>\n\n\n\n<p>Maria era rimasta a Lom\u00e9. A fare l\u2019\u201dAuxiliadora\u201d e ad allevare altre decine di bambini, pi\u00f9 che se fossero suoi. Raccont\u00f2: \u201cSono venuta a Afagn\u00e0n, in Togo, nel 1968 con la Mirina Pasqualini. Ero stata in Nigeria, durante la guerra del Biafra, con la sorella del carmelitano padre Sironi che era alle Laste. E poi, dopo quattro anni passati in val di Ledro, quando \u00e8 morto mio pap\u00e0 ho deciso di tornare in Africa. E sono arrivata qui\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Le cifre fornite da Maria Zecchini erano eloquenti: \u201cNel dispensario intitolato a \u201cMaria Auxiliadora\u201d, avviato l\u201911 febbraio 2000, giornata mondiale dei malati, passano per un consulto o una visita circa 1.500 pazienti al mese, una media di cinquanta-sessanta al giorno. Il dispensario segue cinquanta orfani e trecento diabetici i quali sono riuniti in associazione e si incontrano il primo sabato del mese. Un medico neurologo e un medico diabetologo sono presenti in vari giorni della settimana, ma il neurologo \u00e8 disponibile sempre per tutti i casi urgenti\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Bench\u00e9 le visite e le cure fossero gratuite o quasi, \u201cil sistema di autofinanziamento e di recupero dei costi non consente pi\u00f9 al dispensario di essere autosufficiente\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Maria non aveva alle spalle una congregazione religiosa cui attingere, ma una fede granitica, come le montagne che fanno corona alla sua amata val di Ledro.<\/p>\n\n\n\n<p>Mentre i giovani continuavano a fuggire verso l\u2019Europa lei era rimata in Togo. Ed era davvero un\u2019ancora di salvezza per molti. Per le centinaia di bambini che aveva allevato, lei che di figli propri non ne aveva potuti avere. Per i molti che aveva fatto studiare a spese proprie. Per le decine di migliaia di persone, di uomini e donne, di ragazze madri e orfani che si erano affidati a questa Maria \u201cAuxiliadora\u201d, a questa Maria dell\u2019Aiuto, molto terrena ma molto speciale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cArrivano da me le mamme disperate, con la pressione altissima. Mio figlio \u00e8 partito, piangono, e non so pi\u00f9 niente. Attraversano il deserto, vanno in Libia e poi non si sa chi arriva, chi riesce a superare dopo la barriera di sabbia anche la muraglia d\u2019acqua del Mediterraneo. Qualcuno, dicono o sperano qui, riesce a raggiungere l\u2019Italia, la Francia, la Germania, a fare fortuna. Molti vengono a morire ai vostri piedi\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Le chiedemmo:&nbsp;<em><strong>Che cos\u2019\u00e8 il \u201cmal d\u2019Africa\u201d, Maria?<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon so se c\u2019\u00e8 un mal d\u2019Africa, ma se esiste quello ce l\u2019ho io. \u00c8 qualcosa che ti attira, \u00e8 la gente, non lo so. \u00c8 qualcosa di diverso da tutto\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>Che cosa chiede al Trentino, alla sua comunit\u00e0 di origine?<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p>\u201cGi\u00e0 fa molto, l\u2019aiuto pi\u00f9 grande io l\u2019ho dalla mia Val di Ledro e poi c\u2019\u00e8 un\u2019associazione di Riva del Garda, \u201cSolidarmondo\u201d, che si occupa bene di noi. Sono loro che provvedono a coordinare la rete di aiuti, mandano ogni anno un container alle suore della Provvidenza a Kouv\u00e9, con materiale anche per noi: cibo e altro. Poi ci sono molti amici, dalla Mirina a sua sorella Annamaria, all\u2019ing. Zontini, a Barbara, che sono sempre pronti a venire in aiuto\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>Come si svolge una giornata-tipo qui al dispensario?<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCominciamo alle cinque e mezza perch\u00e9 ci sono malati che hanno il diabete o l\u2019ipertensione ma hanno anche un lavoro. Se arrivi tardi, perdono il lavoro e loro non vengono pi\u00f9. Allora, per loro veniamo presto, facciamo i prelievi, le visite prima dell\u2019alba. \u00c8 un po\u2019 dura, sia per loro come per noi, ma loro ci chiedono questo. Abbiamo provato a spostare le ore ma non era possibile. Poi ci occupiamo degli altri finch\u00e9 c\u2019\u00e8 qualcuno da visitare, da aiutare. Il luned\u00ec c\u2019\u00e8 il neurologo; il marted\u00ec e mercoled\u00ec c\u2019\u00e8 la diabetologa. Abbiamo anche un chineseterapeuta che viene a fare i massaggi perch\u00e9 ci sono molti pazienti colpiti da ictus ed emiparesi\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel dispensario di Maria Assunta Zecchini, \u201cafricana\u201d della Val di Ledro, passavano uomini e donne, mamme e bambini. I soldi non bastavano mai. Quando qualche anno fa l\u2019arcivescovo Bressan le diede 500 euro perch\u00e9 comprasse un climatizzatore (qui la temperatura supera spesso i 35 gradi, l\u2019umidit\u00e0 fa il resto), la Maria di Molina spese quel denaro per comprare medicine. \u201cMa non fatelo sapere a mons. Bressan, senn\u00f2 magari si arrabbia\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Come Maria, \u201cafricana trentina\u201d, anche i pochi medici sono volontari in questo dispensario dell\u2019Auxiliadora. Da quando \u00e8 in pensione, il dott. Augustin Kokodoko, che ha studiato all\u2019Universit\u00e0 cattolica, a Roma, opera qui un paio di giorni la settimana: \u201cAbbiamo il problema della malaria, forme infettive, parassiti. Io sono neurologo e vedo anche patologie legate alla mia specialit\u00e0. Abbiamo parecchi casi di neuropatie, emiparesi correlate al SIDA (AIDS, in francese). Abbiamo un po\u2019 di tutto. Poi vediamo problemi di ginecologia. Stamattina, per esempio, \u00e8 arrivata una giovane donna con un tumore al seno. Un seno smisurato. Non si riesce a operarla perch\u00e9, maledettamente, le chiedono soldi che lei e la sua famiglia non possono avere\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Solo per l\u2019intervento dovrebbe pagare millecinquecento euro. Un\u2019enormit\u00e0, qui, dove il salario mensile non supera i 50-60 euro. H\u00e9l\u00e8ne aveva trent\u2019anni e quattro figli. L\u2019ultimo, uno scricciolo di poco pi\u00f9 di un mese, era tenuto in braccio dalla nonna che ha accompagnato la figlia al dispensario per prendere il latte perch\u00e9 H\u00e9l\u00e8ne, malata di cancro, non lo poteva allattare. Ti guardava con due occhi di una tristezza infinita.&nbsp;Maria la accarezzava e aveva gli occhi velati di lacrime.&nbsp;Non ci fosse stata la Maria di Molina di Ledro, probabilmente quella giovane donna sarebbe gi\u00e0 morta. Invece fu operata di l\u00ec a poco, grazie agli aiuti arrivati dal Trentino. Oggi sta bene e il suo cucciolo ha superato i cinque anni.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery columns-2 is-cropped\"><ul class=\"blocks-gallery-grid\"><li class=\"blocks-gallery-item\"><figure><img loading=\"lazy\" width=\"1024\" height=\"722\" src=\"https:\/\/www.iltrentinonuovo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Maria-Zecchini-con-Alberto-1024x722.jpg\" alt=\"\" data-id=\"5349\" data-full-url=\"https:\/\/www.iltrentinonuovo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Maria-Zecchini-con-Alberto.jpg\" data-link=\"https:\/\/www.iltrentinonuovo.it\/?attachment_id=5349\" class=\"wp-image-5349\" srcset=\"https:\/\/www.iltrentinonuovo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Maria-Zecchini-con-Alberto-1024x722.jpg 1024w, https:\/\/www.iltrentinonuovo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Maria-Zecchini-con-Alberto-300x211.jpg 300w, https:\/\/www.iltrentinonuovo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Maria-Zecchini-con-Alberto-768x541.jpg 768w, https:\/\/www.iltrentinonuovo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Maria-Zecchini-con-Alberto-1536x1083.jpg 1536w, https:\/\/www.iltrentinonuovo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Maria-Zecchini-con-Alberto-150x106.jpg 150w, https:\/\/www.iltrentinonuovo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Maria-Zecchini-con-Alberto-450x317.jpg 450w, https:\/\/www.iltrentinonuovo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Maria-Zecchini-con-Alberto-1200x846.jpg 1200w, https:\/\/www.iltrentinonuovo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Maria-Zecchini-con-Alberto.jpg 2006w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure><\/li><li class=\"blocks-gallery-item\"><figure><img loading=\"lazy\" width=\"833\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.iltrentinonuovo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Maria-Assunta-Zecchini-833x1024.jpg\" alt=\"\" data-id=\"5348\" data-link=\"https:\/\/www.iltrentinonuovo.it\/?attachment_id=5348\" class=\"wp-image-5348\" srcset=\"https:\/\/www.iltrentinonuovo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Maria-Assunta-Zecchini-833x1024.jpg 833w, https:\/\/www.iltrentinonuovo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Maria-Assunta-Zecchini-244x300.jpg 244w, https:\/\/www.iltrentinonuovo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Maria-Assunta-Zecchini-768x944.jpg 768w, https:\/\/www.iltrentinonuovo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Maria-Assunta-Zecchini-150x184.jpg 150w, https:\/\/www.iltrentinonuovo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Maria-Assunta-Zecchini-450x553.jpg 450w, https:\/\/www.iltrentinonuovo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Maria-Assunta-Zecchini.jpg 1152w\" sizes=\"(max-width: 833px) 100vw, 833px\" \/><\/figure><\/li><\/ul><figcaption class=\"blocks-gallery-caption\">Maria Assunta Zecchini infermiera di Molina di Ledro missionaria in Togo (le immagini sono di Gianni Zotta)<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>\u201cHo sempre pensato che sarei venuta in Africa, ma non per restarci. Quando studiavo a Milano, c\u2019erano alcune suore, delle amiche, che si preparavano alla missione. Dicevo loro: mi piacerebbe fare un\u2019esperienza, ma non da suora. Ed eccomi qui\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La comunit\u00e0 come l\u2019ha accolta?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLa grande famiglia nella quale sono entrata mi ha accettata bene. Quando ho cominciato andai ad Afagnan e l\u00ec era una specie di isola italiana. C\u2019erano i padri comboniani, c\u2019erano le suore della Consolata di Torino, i padri del Fatebenefratelli che erano i responsabili dell\u2019ospedale \u201cSan Giovanni di Dio\u201d. L\u00ec non era veramente l\u2019Africa-Africa perch\u00e9 c\u2019era questo nucleo importante di italiani. Quando sono entrata nella famiglia africana \u00e8 stato un po\u2019 diverso. Non ho mai avuto problemi di rigetto. Anzi, dir\u00f2 la verit\u00e0, dopo la morte di mio marito la famiglia \u00e8 stata cos\u00ec stretta attorno a me, cos\u00ec presente, che mi hanno stupito. Si sono sempre occupati e preoccupati per me\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Nella sua vita ha avuto, immaginiamo, gioie e dolori. La soddisfazione pi\u00f9 grande qual \u00e8 stata?<\/strong> <\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSentire che servivo a qualcosa\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Fino a quando continuer\u00e0 a lavorare?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u201cFin quando il Signore vorr\u00e0. Una mattina non arriver\u00f2 pi\u00f9 al dispensario. Spero che qualcun altro lo aprir\u00e0 al mio posto. Ogni tanto dico: mi ritiro, mi ritiro. Avevo preparato un ragazzo. L\u2019ho tenuto per sette anni, lo ho fatto studiare e diventare infermiere professionale. Ha cominciato a lavorare con me ma \u00e8 diabetico. A un certo punto ha cominciato ad avere crisi di iperglicemia che gli hanno preso la testa. Non \u00e8 pi\u00f9 possibile che possa sostituirmi. Questo \u00e8 stato uno dei miei grandi dolori. Per anni e anni lo abbiamo preparato. Anche mio marito ci teneva moltissimo. Voleva che facesse medicina, poi lui \u00e8 mancato e io non avevo pi\u00f9 possibilit\u00e0 di mantenerlo agli studi\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Maria aveva lavorato vent\u2019anni nell\u2019infermeria dell\u2019aeroporto di Lom\u00e9 riuscendo cos\u00ec ad avere una pensione di 33mila franchi CFA (circa 50 euro).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSi vive, anzi, chi ha quella entrata l\u00ec si ritrova un numero di familiari attorno che attingono a quel denaro. Qui la famiglia non \u00e8 come da noi, \u00e8 allargata. \u00c8 una sorta di clan\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Altri 400 le arrivavano dall\u2019INPS. Sarebbe stata una buona entrata se Maria non avesse dovuto sostenere il Dispensario, i questuanti, le decine di persone che bussavano alla porta di casa: per un aiuto, per una sistemazione provvisoria.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La casa dove viveva era del marito, cos\u00ec come altre propriet\u00e0 a Lom\u00e9. Ma alla morte dell\u2019uomo, in Togo, la vedova non ha diritto a nulla. Tutto va in capo al maschio pi\u00f9 anziano della famiglia d\u2019origine. Per una decisione pi\u00f9 unica che rara, la famiglia africana del dr. Assimadi aveva consentito che Maria Zecchini potesse abitare la casa di Lom\u00e8 finch\u00e9 fosse stata in vita.&nbsp;Lei aveva gi\u00e0 disposto tutto. \u201cSe capiter\u00e0 qui, c\u2019\u00e8 gi\u00e0 la mia tomba pronta al villaggio di mio marito. Se sar\u00e0 in Italia, mia cognata, alla quale sono molto legata, sa gi\u00e0 che cosa fare\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Una radicata tradizione animista togolese ritiene che lo spirito (l\u2019anima) della persona risieda nelle unghie e nei capelli. Se una persona muore lontano dal villaggio si levano unghie e capelli e si inviano alla famiglia africana che provveder\u00e0 alla sepoltura. Soltanto cos\u00ec lo spirito della persona scomparsa potr\u00e0 avere pace.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Maria, rifarebbe ci\u00f2 che ha fatto?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u201cS\u00ec, con qualche modifica forse, ma rifarei tutto. Credo proprio che ritornerei di nuovo qui\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Come vorrebbe essere ricordata?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u201cVorrei che pensassero che ho cercato di amare tutto il mondo e forse non sono riuscita. Ho fatto tanti errori, sai, anche perch\u00e9 a volte non hai nessuno con chi confrontarti, cui chiedere consiglio\u201d. <\/p>\n\n\n\n<p>Addio, Maria Assunta di Ledro, nonna del Togo, grande anima del mondo. Di un mondo oggi davvero pi\u00f9 povero e sconsolato. Come tutti coloro i quali hanno avuto il privilegio di guardarti negli occhi. E di volerti bene.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" width=\"1024\" height=\"519\" src=\"https:\/\/www.iltrentinonuovo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/funerale-Maria-Zecchini-1024x519.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5370\" srcset=\"https:\/\/www.iltrentinonuovo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/funerale-Maria-Zecchini-1024x519.jpeg 1024w, https:\/\/www.iltrentinonuovo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/funerale-Maria-Zecchini-300x152.jpeg 300w, https:\/\/www.iltrentinonuovo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/funerale-Maria-Zecchini-768x389.jpeg 768w, https:\/\/www.iltrentinonuovo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/funerale-Maria-Zecchini-1536x779.jpeg 1536w, https:\/\/www.iltrentinonuovo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/funerale-Maria-Zecchini-2048x1038.jpeg 2048w, https:\/\/www.iltrentinonuovo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/funerale-Maria-Zecchini-150x76.jpeg 150w, https:\/\/www.iltrentinonuovo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/funerale-Maria-Zecchini-450x228.jpeg 450w, https:\/\/www.iltrentinonuovo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/funerale-Maria-Zecchini-1200x608.jpeg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cAbbiamo sfiorato la storia e non ce ne siamo accorti. Maria Assunta ha riscattato agli occhi dell\u2019Africa un\u2019Italia che, negli ultimi anni, ha mostrato la faccia feroce dell\u2019egoismo pi\u00f9 che il sorriso della solidariet\u00e0. 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