Il caldo, l’afa, le frescure poco fresche… Spira solo aria di “frescacce” nei meandri dello smarrimento collettivo di fronte all’incalzare della politica. Tutto concorre a dar aria alla bocca riarsa di certi “parla-mentari” che parlano, che straparlano, senza por mente che quelle “voci dal sen fuggite” possono creare smarrimento e danno. Discorsi alle mandrie, alle vacche, ai vitelli. Discorsi da bulli che son tanto belli e profumano l’aere di afrori e di olezzi che rompono in pezzi quel poco che resta.
Vuoi vedere che l’apprendista “Giuseppi” sta superando “mastro Donaldo” nella difficile arte dell’annuncio esplosivo? Immerso nelle frescure di Asiago, anche per evitare che qualcuno possa pensarlo vittima di un colpo di calore, il sempre ineffabile “Giuseppi” dichiara che appena avrà vinto le elezioni (ma non dice in quale millennio) come leader del Campo Largo (che, di questo passo, rischia però di trasformarsi in un Campo Santo), la prima cosa che farà sarà smettere, in ventiquattro ore, di fornire supporto militare all’Ucraina. Certo, Donaldo aveva giurato che ventiquattro ore dopo la sua elezione avrebbe fatto finire la guerra russo-ucraina, ma “Giuseppi”, che possiede il buon senso contadino, sa che è più facile chiudere il rubinetto della vasca anziché asciugare poi il pavimento bagnato.
Mentre il resto d’Europa (che a “Giuseppi” non è mai piaciuto molto) ha compreso che un’epoca è finita e che bisogna arrangiarsi da soli per difendere il vecchio continente, un “giurista pugliese” di sempre impeccabile eleganza si esibisce in una idea che, per la sua portata innovativa e dirimente, rischia di passare alla storia (delle sciocchezze mondiali). L’Ucraina, che peraltro ha dimostrato di riuscire in molte cose da sola, sarà certamente sconvolta dagli orientamenti dello “statista di Ceglie Messapica”. Pertanto Zelensky starà immaginando già le dimissioni (se non le sue, almeno quelle dei 5 Stelle dalla politica, con buona pace del resto del mondo). Davanti a questo sconvolgimento planetario non resta che rileggere il romanzo di Cronin: “E le stelle (alla Schlein) stanno a guardare”.
©ilgolemdapraga

