La Giunta comunale di Arco ha deciso di disertare, a quanto risulta dalla stampa, la cerimonia d’inaugurazione dei “Campionati mondiali giovanili di arrampicata sportiva”, che si svolgono sul territorio arcense in questi giorni. Il motivo è quello della presenza, fra i 759 atleti di 68 Paesi, di alcuni ragazzi israeliani.
Ovviamente la Giunta comunale di Arco può fare ciò che ritiene più opportuno, così come i singoli cittadini possono esprimere, al riguardo, la loro opinione. È con queste premesse di libertà che questa diserzione non sembra una bella notizia, posto anzitutto che, se lo sport deve unire e favorire il dialogo internazionale, quei ragazzi non possono essere ritenuti responsabili delle scelte politiche del loro governo. Non è una bella notizia, non solo perchè ignora qualsiasi minima considerazione anche per le vittime del 7 ottobre, ma perchè, in nome delle libertà e della democrazia, punisce lo sport con un boicottaggio che non pare avere molto senso, soprattutto considerando che il medesimo atteggiamento della Giunta comunale non viene riservato, pare, anche ad atleti di altri Paesi in guerra.
Non è una bella notizia, anche perchè non aiuta affatto quei milioni di israeliani che, con il loro voto, si apprestano a tentare di mandare a casa Netanyhau e gli estremisti che sostengono il suo governo. Non è una bella notizia, perchè stride con la memoria dell’ing. Leo Zelikowski, cittadino onorario di Aco, ebreo di Vilna che giunge nel 1937 ad Arco e qui risiede fino al 1943 quando viene arrestato e deportato ad Auschwitz, numero di matricola 174565. Si salva miracolosamente e rientra ad Arco alla fine di luglio del 1945, dove riprende il lavoro, si sposa e vive fino al 1991, per poi trasferirsi a Montreal dove muore nel 2012. L’ebreo Zelikowski, nonostante tutto, non ha mai odiato e non ha smesso di credere nell’umanità. Forse altri non possono dire altrettanto.
La Giunta comunale di Arco può adottare le decisioni che più le aggradano, ma non può ignorare l’effetto volutamente discriminatorio delle sue scelte, che colpiscono proprio perchè compiute da una Istituzione – e non da un singolo o da un gruppo privato – che dovrebbe ritenere uguali tutti i cittadini suoi e del resto del mondo. So già che un coro di critiche mi attende, così come sono consapevole dell’inutilità, davanti al pregiudizio, del dovere di scindere le responsabilità di un governo, dal quale non mi stancherò mai di prendere le distanze e di condannare per le sue politiche violente e sanguinarie e quelle dell’ebraismo che abita il mondo. Quella decisione della Giunta comunale di Arco rimane quindi una brutta notizia, che non contribuisce alla costruzione di una nuova pace, fondata sulla reciproca tolleranza e sulla convivenza.


1 commento
Gentile Renzo Fracalossi
La leggo spesso su questo sito , sempre con interesse. Stavolta non mi trova d’accordo. Ha perfettamente ragione nel dire che la scelta degli organizzatori della manifestazione, in solidarietà dei climber palestinesi, condivisa dalla giunta di Arco, non aiuta al raggiungimento di una nuova pace. Tuttavia a mio avviso rappresenta un piccolo segnale di indignazione nell’oceano di indifferenza di fronte a quanto sta accadendo in questi mesi a Gaza e in Cisgiordania, con lo sciagurato governo di Israele che prosegue incessantemente e impunemente nella sua politica di occupazione e annessione illegale dei territori.
La scelta del comune di Arco non porta ad alcun risultato, è vero, mentre a Israele, nonostante le sue azioni e le sue guerre portate avanti in questi mesi, è consentita la partecipazione con la sua bandiera ad ogni manifetstazione sportiva e culturale in tutto il mondo.
Ma è una scelta che ha delle ragioni e che io trovo coraggiosa,
Cordialmente
Mariano Turrini
Biblioteca di Denno