Che la destra mal sopporti la sinistra (sempre che esista una sinistra in Italia) è nell’ordine delle cose. Che non sopporti un generale votato alla pugna (politica) è comprensibile. Che tolga il microfono a una voce libera e una delle poche culturalmente preparata del proprio pollaio, pare quanto meno una sciocchezza. Sempre che non sia stato, sua sponte, il cavallo di viale Mazzini a disarcionare l’intellettuale non organico. Nel qual caso togliete il cavallo e metteteci un asino.
Non so se in Cina questo è l’anno del coniglio. Lo è certamente in Italia, come certifica il prevedibile “caso Buttafuoco”, esploso in queste ore dentro “mamma Rai”. Pietrangelo Buttafuoco, una delle (poche) menti “liberopensanti” della destra italiana, può piacere o non piacere. Le sue competenze culturali e letterarie sono però indiscutibili e trovano quotidiana applicazione in una piacevole e breve trasmissione radiofonica, ideata e condotta dallo stesso Buttafuoco. Il quale presenta, in modo intelligente e accattivante, autori e testi della letteratura mondiale di ogni tempo, latitudine e opinione.
Ovviamente la cosa funziona e allora la Rai, con una sorta di inatteso rigore censorio interpretato come a compiacere il Governo, ha pensato bene di sospenderla. È questo il modo per punire il suo autore che, nelle vesti di presidente della Biennale di Venezia, aveva scelto di aprire anche il padiglione russo, in antitesi alle decisioni di boicottaggio totale della Russia per l’invasione dell’Ucraina, scelta peraltro poi rientrata, a fronte di una generale sollevazione di scudi. Ciò che colpisce della vicenda, non è tanto la polemica interna fra la destra filorussa e la destra filo Ucraina, quanto l’uso della mannaia come estrema punizione per i “non allineati”.Pur essendo lontano mille miglia dalle idee di Buttafuoco e dal suo mondo, nel mio piccolo le rispetto e credo debba essergli consentito di esprimerle sempre, nei limiti del lecito e del possibile. È la democrazia, che non è bella solo quando piace al potere, ma anche quando lo contraddice. Altrimenti è regime.
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