Comunque la si pensi, la sua figura, a 110 anni dalla morte per impiccagione, merita rispetto. Cesare Battisti, geografo, giornalista, irredentista – nel senso che voleva il Trentino “redento”, cioè annesso all’Italia – il 10 luglio 1916 fu arrestato dagli austriaci sul monte Corno di Vallarsa, tradito da due delatori dell’esercito italiano. Trasferito ad Aldeno e da qui su una carretta portato a Trento ed esposto al pubblico ludibrio fu condannato a morte dopo un processo sommario dal tribunale militare riunito nel castello del Buonconsiglio a Trento. Fu impiccato la sera del 12 luglio nella fossa, oggi detta “dei martiri”, dal boia Lang, il quale era partito da Vienna prima che Cesare Battisti fosse individuato e arrestato sul monte Corno. Il suo destino, pertanto, era già segnato da tempo. Fin dall’estate del 1914, benché deputato al parlamento di Vienna, era “emigrato” in Italia dove aveva svolto propaganda perché il regno dei Savoia dichiarasse guerra all’Austria (come poi avvenne, dopo il patto segreto di Londra firmato dal governo italiano all’insaputa del Parlamento) il 23 maggio 1915. Poiché al primo tentativo di impiccagione, la corda si spezzò (ma non è mai stato fugato il dubbio che fosse stata manomessa per prolungare l’agonia del condannato) a Cesare Battisti, secondo la prassi, si sarebbe dovuta risparmiare la vita. Il boia non si perse d’animo e rimediò un secondo cappio. Aggiungendo pubblica umiliazione a una esecuzione disumana, quegli attimi furono fissati da un fotografo e diffusi, tra lo scherno e la vergogna, nell’impero degli Asburgo al tramonto.
Gli attori del club Armonia di Trento proporranno una pièce teatrale di Renzo Fracalossi proprio là dove Cesare Battisti – eroe italiano, traditore per gli austriaci – entrò nella storia. Con lui anche un altro irredentista, il roveretano Fabio Filzi.
Domenica 12 luglio 2026 ore 20.30 – Loggia del Romanino Castello del Buonconsiglio – Ingresso libero.
“Non fiorirono stelle quella notte”. Sono i versi del poeta austriaco Georg Trackl che danno il titolo al tributo che il Club Armonia dedica alla memoria del proprio Socio, Cesare Battisti, a 110 anni dalla sua esecuzione, nella fossa del Castello del Buonconsiglio il 12 luglio 1916.
Guidate dall’acuta ironia di Karl Kraus: “Chi giudica un farabutto il patriota dell’altrui patria, dev’essere un imbecille della propria”, le voci di Sara Ghirardi, Leonardo Debiasi, Fiorenzo Pojer e Renzo Fracalossi rievocano le fasi dell’arresto, del trasferimento a Trento, del processo e della morte di Cesare Battisti e del sottotenente roveretano Fabio Filzi, grazie anche alla sensibilità e alla preziosa collaborazione del “Castello del Buonconsiglio Musei e Collezioni provinciali” e della sua direttrice. Cristina Collettini. Oltre un secolo dopo le pagine di quel tragico avvenimento raccontano ancora una fase della storia europea, ma anche il coraggio e la coerenza di coloro che, in nome dei propri ideali, affrontano l’ineluttabile, richiamando una lezione morale che merita, comunque la si osservi, il più assoluto rispetto.
Cesare Battisti, Socio del Club Armonia al pari di altri irredentisti, testimonia come l’irredentismo fu un fenomeno prevalentemente urbano, ma non esclusivamente borghese, mentre nelle valli la fedeltà al Kaiser Franz Joseph rimase pressoché totale, almeno fino a quando la guerra segnò irrimediabilmente un solco di lutti anche fra queste valli.
Della morte di Battisti e Filzi colpisce, non solo la rapidità del verdetto e dell’esecuzione, ma anche e forse soprattutto quell’uso smodato della fotografia quale elemento di propaganda, che fa scrivere ancora a Karl Kraus: “Non solo l’abbiamo impiccato, ma ci siamo messi pure in posa e abbiamo fotografato, non solo le esecuzioni, bensì gli spettatori e addirittura i fotografi”. Questa semplice narrazione teatrale dei fatti accompagna con le parole originali quelle immagini che sono parte della nostra identità di popolo.




1 commento
Grazie e complimenti al Club Armonia. Mi piacerebbe conoscere i nomi dei due delatori dell’esercito italiano che hanno tradito…il traditore inquadrando anche il ruolo (sempre sottaciuto) di Londra in questo come in tanti altri episodi delle due guerre mondiali, fino ai giorni nostri.
Arrivederci a domani sera.