Più che “Robin Hood”, che prendeva ai ricchi per distribuire ai poveri (questa almeno la saga del leggendario bandito inglese del XII secolo), potrebbe essere classificato come “Guglielmo Tell”, dal nome di un altro leggendario eroe, abile arciere svizzero del XIII secolo, condannato a colpire con una freccia una mela collocata sulla testa del suo amato figlioletto. Chiamatelo come volete, ma la strampalata idea che, nella calura estiva, ha folgorato le aquile di piazza Dante (spiaggiate e sonnolente) è di quelle da manuale dell’incredibile. Per non disturbare i poveri animali del bosco, la Giunta Provinciale di Trento ha deciso che dal prossimo anno i cinghiali che scorrazzano per le campagne dell’autonomia potranno essere colpiti da una freccia. Proprio così, al posto della carabina, i cacciatori potranno usare arco e frecce. Cupido, stupefatto e commosso da tanta concorrenza, ha già annunciato che d’ora in poi scaglierà i suoi dardi d’amore con il lanciafiamme. Quanto ai cinghialoni, colpiti dalla freccia dell’arciere di turno, inferociti dal solletico, potranno scagliarsi contro il malcapitato impegnato a cercare un’altra freccia nella faretra ed inforcarlo con le zanne che nemmeno un abile dentista-cacciatore saprebbe contrastare (af).
Chi, nel corso della vita, non ha mai assunto l’Augmentin, l’antibiotico ad ampio spettro forse più diffuso al mondo? Il suo principio attivo si basa sulla combinazione di amoxicillina e acido clavulanico, brevettata per la prima volta nel 1977 nel Regno Unito dalla azienda farmaceutica Beecham, oggi assorbita dalla multinazionale Glaxo-Smith-Kline. Viene usato per il trattamento di molte infezioni batteriche di vie respiratorie, orecchio, seni nasali, vie urinarie, cute, ossa e – soprattutto – denti. Viene tipicamente prescritto dai dentisti prima e dopo le estrazioni e gli interventi odontoiatrici, per impedire e prevenire ascessi, gengiviti, parodontiti e infezioni del cavo orale. Da qualche tempo i medici di base del Lazio non possono più prescrivere l’Augmentin ai loro pazienti su indicazione di un dentista.
Secondo le linee guida sull’appropriatezza e il corretto uso degli antibiotici, la Regione Lazio tramite il Co.Re.Fa. (Commissione Regionale del Farmaco) ha stabilito che i medici di base non possono prescrivere in automatico antibiotici suggeriti da specialisti privati senza le giuste motivazioni cliniche. In sintesi, niente più Augmentin prima di togliere un dente … e i pazienti lo possono acquistare in farmacia solo pagandolo a prezzo pieno.
Sembra che il provvedimento della Regione Lazio, più che da ragioni scientifiche e terapeutiche, sia stato più che altro dettato da una volontà di contenimento della spesa sanitaria. Altrettanto si vocifera che – sulla base del monitoraggio dei risultati ottenuti da Roma e province circostanti – analoga decisone verrà presa in tempi brevi dalle altre regioni. In fondo, di un po’ mal di denti non è mai morto nessuno …
Di questi giorni un altro provvedimento inedito – questa volta emanato da una Provincia autonoma – destinato a fare scalpore. A Trento, la Giunta provinciale – sulla base delle competenze primarie in materia di caccia – ha aggiornato la disciplina sul controllo del cinghiale (Sus scrofa, ungulato dell’ordine degli artiodattili, cioè i mammiferi che poggiano il peso del corpo su un numero pari di dita, rivestite da zoccoli) per far fronte alla diffusione endemica della specie, e visti i frequenti danni alle coltivazioni agricole. Principale caratteristica della sperimentazione, che inizierà dal 2027, l’utilizzo di arco e frecce per abbattere il suino selvatico. Questo strumento di caccia, in uso fin dalle epoche preistoriche “può rappresentare – sottolinea la Provincia autonoma di Trento – un’alternativa alle armi da fuoco, che essendo rumorose possono spaventare altre specie anche in stagioni particolari, come quella riproduttiva”.
“Si tratta – evidenzia l’assessore competente Roberto Failoni – dell’introduzione di rilevanti modalità operative per le attività di contenimento della specie. In particolare, è stata prevista la possibilità di utilizzare l’arco ed è stata introdotta la modalità del controllo mirato … Il provvedimento va in questa direzione, tenendo conto anche della preoccupazione per la peste suina africana che si sta diffondendo in Europa e per i suoi effetti di natura economica per il settore dell’allevamento”.
Pronta la reazione dell’ENPA trentina: «Questo provvedimento non è una tragedia “esclusivamente” per i cinghiali, ma rischia di rivelarsi un gravissimo pericolo per tutti: quanti potranno trovarsi nel campo d’azione di gente armata di uno strumento mortale ma silenzioso?». Aggiunge l’appello alla giunta e al Commissariato del governo «di fare un passo indietro, se non per il rispetto degli animali, almeno per la sicurezza delle persone».
In Trentino il cinghiale può considerarsi una “specie aliena”, diffusasi da pochi anni (al pari del lupo e della lince). Niente a che vedere con le regioni del Centro Italia, dove anche l’attività venatoria (e le relative tradizioni gastronomiche) è in buona parte dedicata all’animale selvatico con gobba e zanne. In queste zone (soprattutto in Toscana) la forma più diffusa di caccia al cinghiale coinvolge squadre di cacciatori, con i “canai” che guidano i segugi per stanare l’animale e i “postaioli” disposti in punti strategici per abbatterlo. Imbracciano tutti fucili di grosso calibro, caricati “a palla”.
Perché? Perché Il cinghiale ha una costituzione massiccia, si muove velocemente anche nel bosco fitto, e quando carica sprigiona una velocità e un’energia indescrivibili.
La pelle è molto spessa e poco vascolarizzata, spesso con presenza di cuscinetti adiposi sottocutanei, ricoperta di uno strato di setole: una vera e propria corazza, che rende l’animale immune alle punture di insetti e alle piante spinose … e spesso fa rimbalzare anche le pallottole. Il temperamento dei cinghiali, qualora presi alla sprovvista o messi alle strette, è aggressivo. Anche se feriti o debilitati, attaccano senza pensarci due volte, combattendo strenuamente e risultando molto pericolosi. Caricano l’aggressore (vero o presunto) a testa bassa, menando fendenti con le zanne, e spesso infierendo sul suo corpo anche dopo averlo atterrato.
I cacciatori esperti sanno che l’animale – quando carica – va abbattuto al primo colpo. Altrimenti, sono dolori.
La massima potenza espressa da un arco da caccia come peso di trazione, cioè la forza necessaria per tendere completamente la corda, arriva a 80 libbre. Niente a che vedere con un fucile o carabina da caccia per ungulati, che sviluppa un’energia cinetica del proiettile infinitamente maggiore, consentendo di abbattere un cinghiale a distanze inimmaginabili per una freccia, dovendo fare anche i conti con la spessa cotenna del suino.
Quella che è stata ribattezzata “delibera Robin Hood”, piuttosto che un diradamento della presenza dei cinghiali, un aumento di trofei con le zanne al posto dei palchi e delle corna nelle sedi delle associazioni venatorie, e delle pietanze a base di carne suina nei menu di rifugi e ristoranti trentini, rischia quindi di produrre schiere di arcieri acciaccati, alle prese con infezioni da ferite da zanna.
Sarà bene che la Provincia autonoma di Trento, dotata di competenza primaria anche in tema di sanità, non imiti la Regione Lazio e mantenga prescrivibile l’Augmentin … per il male di denti, e per il male da denti di cinghiale.
©Maurizio Gentilini

