Puntuali, come le tasse, tornano sul finire di giugno, in quel di Trento, le feste vigiliane che, un tempo, onoravano S. Vigilio, il patrono della città e della diocesi, e che oggi, imperante la secolarizzazione, a mala pena non disonorano coloro che hanno fatto la festa alle feste di un tempo. Ovvero: hanno mischiato tradizioni (?) e fanfaluche, carnevali e cortei pseudo medievali, polenta e tonco (nel senso della “tonca”), bancarelle, banchetti e via deliziando. Quanto ai vespasiani, promessi nella notte dei tempi da quello che era il vicesindaco della città di S. Vigilio, solo promesse. Buone per farlo traghettare in Consiglio Provinciale dove ha provato, inutilmente a dare il meglio di sé. Che la festa abbia inizio, e se a qualcuno scappa… trattenga. Un fioretto al patrono, perbacco. E dunque, il Golem nuovamente scomodato a dir la sua.
A onor del vero non so da dove iniziare. Reduce dagli effluvi della sudorazione di personaggi e figuranti di una storia cittadina, sfilata per le vie dell’urbe e più inventata che reale, potrei commentare forse lo stanco, sbiadito e ripetitivo tentativo di ironia processuale che, da anni, finge di sbeffeggiare quello stesso potere, che ne è il committente, pagando le estenuanti prestazioni “vigiliane”? “Panem et circenses”! Oppure, potrei riflettere su di una esausta comicità qualunquista che si sforza di irridere, sempre previo accordo contrattuale, i soliti nomi, maldestramente imitando taluni predecessori che almeno il dialetto lo conoscevano? Ci sarà un giudice a Berlino?
Uscendo dai confini angusti del Principato, potrei invece commentare le prodezze verbali di un anziano e ingombrante imprenditore d’oltre oceano che, incidentalmente e nei ritagli di tempo che il suo specchio gli concede, prova a fare anche il presidente di una superpotenza mondiale? O, ancora, di una signora che – inconsapevolmente quanto coraggiosamente – guida uno “Stivale” pieno di genialità, cuore, egoismi, passioni e cialtronerie e che si trova, suo malgrado, a dover riconoscere che lo “zio d’America” è, in realtà, un umorale fanfarone?
Davanti all’imbarazzo della scelta, scelgo di non scegliere. Vi lascio tutto questo ciarpame, in attesa di una “notte bianca” che, spero, non sia l’annuncio di future “notti in bianco”. Siate vigili alle Vigiliane. Se potete.
Un saluto a San Vigilio da Trento. Vostro GOLEM da Praga

