Mentre il Consiglio provinciale di Trento è impegnato nella discussione e nella opposizione al disegno di legge sui debiti formativi degli studenti, la Giunta Provinciale ha scoperto di avere un “tesoro” che non sa come spendere: 5 miliardi di euro. Sono lì in attesa di qualcuno capace di visione e di governo. Intanto si potrebbe cominciare con un telescopio per esplorare le galassie e vedere se c’è in giro qualche cervello in fuga disposto a tornare.
Un autorevole e illuminato predecessore dell’attuale presidente della Provincia, nei primi anni Ottanta, affermava che “tutti sono capaci di fare soldi, come insegnano certe signore esperte in un antico mestiere. È per spenderli che servono intelligenza e cultura!” Esattamente ciò che “abbonda” oggi in piazza Dante a Trento.
La Provincia “scopre” infatti di avere in cassa 5.000.000.000 – diconsi cinque miliardi – di euro. Non proprio bruscolini.
Si tratta di soldi pubblici che, nonostante gli sperperi della “Trentino Music Arena” e delle gite “fuori porta” della Giunta provinciale, non “riescono” a spendere. Una sanità che affonda nell’incapacità e nelle scarse risorse; un’edilizia abitativa pubblica che annaspa fra mille ristrettezze economiche; un sistema infrastrutturale (strade, ponti, gallerie ecc.) che necessita di interventi economici urgenti; una scuola che da sempre chiede risorse ed ottiene briciole e un sistema dell’accoglienza nel quale non si investe un euro, sperando di stufare la miseria e di spostarla quindi altrove e, davanti a tutto questo, la Provincia “scopre” di avere in cassa cinque miliardi di euro, ma nessuna idea su come investirli.
Fantastico. Continuano a stupirci. Per aiutarli, affinché non si affatichino troppo a pensare, si potrebbero suggerire: 120 (centoventi) concerti che piacciano però al Presidente (pro tempore) della Provincia; acquisto di nuovi automezzi, per sostituire i nuovi appena acquistati, in favore di pompieri, alpini, satini…; nuovi e più sostanziosi skipass per richiamare medici, infermieri, veterinari, O.S.S, operatori mortuari e cimiteriali e assistenti sociali in ogni valle; restauro e ripristino della gabbia dell’aquila “Bepina” in piazza Dante, anche per combattere criminalità, spaccio e invasioni di extraterrestri e, infine, visite pagate dalla Provincia all’orrido di Ponte Alto, che è un orrido naturale a differenza di quello che ci governa e che non sa come spendere, per la sua comunità, cinque miliardi di euro.
P.S: Si prega di non disturbare le opposizioni. Troppo impegnate a dissertare sulla tecnica dell’autoevirazione (e sulle tessere di partito). Grazie
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