Seguo con attenzione e con crescente interesse la battaglia volta a togliere la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini, concessa a suo tempo da quasi tutti i Comuni italiani, compresi i trentini e gli altoatesini, che gli hanno conferito un simile augusto riconoscimento.
Dopo la magrissima figura del Consiglio comunale di Trento che, grazie all’astensione degli impavidi Fratelli d’Italia non ha revocato tale cittadinanza onoraria, adesso deve arrivare l’estrema destra tedesca a proporre in Consiglio regionale l’abolizione di quest’atto di onorificenza al duce, in tutti i Comuni della Regione (che non serve a nulla, ma è comoda quando si tratta di mettere in difficoltà le sue maggioranze).
Davanti a tanto ardire, i soliti Fratelli (e Sorelle) d’Italia hanno deciso di astenersi, perché la mozione presentata “è parziale e divisiva e non condanna tutti i totalitarismi”. Giusto. Bravi.
Poi, dopo aver digerito, mi sono chiesto, nella mia ignoranza di argilla, quante vie, piazze, piazzali, vicoli e quant’altro, nelle valli trentine e tirolesi, sono dedicati ai dittatori di tutti i totalitarismi. Mi muovo poco dalla mia soffitta, ma penso che Trento e Bolzano e Merano e Rovereto e…. siano piene di piazze Stalin e di viali Pol Pot o di vicoli Saddam Hussein, mentre saranno state concesse di certo cittadinanze onorarie a Muhammar Gheddafi e a Ruhollah Khomeini o a Nicolae Ceausescu.
È giusto togliere tutto quindi e non solo quel Mussolini che, in fondo in fondo, almeno faceva arrivare i treni puntuali. Adesso c’è Salvini. Puntuale non arriva nemmeno Lollobrigida che ferma il treno in corsa, per correre a togliere la cittadinanza onoraria al sindaco Peppone.

