Chissà se Fugatti e compagnia cantante proveranno un po’ di vergogna di fronte alla notizia, pubblicata il 23 gennaio dai giornali locali, di quel povero disgraziato richiedente asilo che ha rischiato di morire per assideramento sotto un ponte della tangenziale di Trento. Chissà se i medici del pronto soccorso dell’ospedale cittadino hanno avuto un sussulto di imbarazzo quando, dopo una notte passata in ospedale (su una barella) lo hanno dimesso con la diagnosi: “Ipotermia, si consiglia dormitorio”.
A meno che non sia interpretabile come una denuncia (larvata) del presappochismo-menefreghismo di lor signori che, stando al caldo nella stanza dei bottoni, ben si guardano dall’affrontare il tema della messa a disposizione di un riparo per chi è costretto a passare la notte all’addiaccio.
Chi scrive si vergogna come un ladro a doversi occupare, per l’ennesima volta, della barbarie in cui è precipitata anche la perbenista società trentina. Che vanta primati “invidiabili” (?) e un’accoglienza pari a zero virgola.
Questo è il tempo che ci è dato di vivere. Proclami e genuflessioni, grandi progetti e promesse mirabolanti. Chiacchiere buone per le conferenze stampa, le foto opportunity con il Papa e il Presidente della Repubblica, i tagli di nastro e le trasferte nei comuni.
Consoliamoci: abbiamo una “sanità attrattiva”. Lo ha scritto ieri sul ilT quotidiano il presidente del consiglio regionale, succedaneo di Obelix, leghista della prima ora. A suo dire la sanità trentina è di buon livello, tanto che “non solo i trentini restano qui a farsi curare ma le nostre strutture sono tornate ad essere attrattive anche per chi decide di venire a farlo da fuori regione”.
Sicuramente lo sono state, ma solo per qualche ora, per quel disgraziato finito sotto un ponte e salvato in extremis dai quei pochi volontari che girano la notte a prestare soccorso.
Lo abbiamo già scritto: aprite quel palazzo, inutilizzato, che è la sede della Regione in piazza Dante a Trento! Con le nostre tasse paghiamo già il riscaldamento e la vigilanza. Certo, è più facile fare leggi per sparare ai fringuelli che occuparsi di chi dorme sotto i ponti.
La politica dello struzzo potrà pagare nelle urne. Ma la disumanità di certe scelte e di molte amnesie resterà come una macchia nella storia di questa terra. Un tempo territorio di emigrazione, esempio di volontariato generoso e di accoglienza. Vergogniamoci tutti, noi per primi, per aver consentito la deriva populista ed aver mandato i mediocri a gestire un’autonomia dal volto disumano.
©iltrentinonuovo.it


3 commenti
Dott Folgheraiter,quanta verità!!!!!
Anch io provo la mia parte di vergogna per la mia regione provincia e anche per aver sostenuto con il mio voto chi oggi non vede queste vergogne
Avanti con le sue inchieste caro dott Folgheraiter
Condivido appieno, così come la mia vergogna!
Ottimo intervento. Necessario.
Ma non basta più scrivere bei testi.
Perché l’opposizione in Provincia non si attiva a dovere?