Dopo aver giocato a braccio di ferro col Ferro rovente, Mario Tonina da Lomaso ha sciolto (?) l’arcano. Due giorni di riflessione a specchiarsi nelle acque di Comano per rilasciare oggi un comunicato stampa degno della miglior prosa democristiana. Scrive che non darà le dimissioni annunciate (perché ha capito che dalle parti della Federazione delle Cooperative tutto vogliono fuorché la sua presenza) ma che “l’ASUIT però è chiamata a un cambio di passo”. Che cosa vuol dire? Dal passo del gambero si passerà al passo dell’oca. Che egli stesso ha capito che ASUIT, rivoltata come un calzino ma soltanto nella sigla, diventa “Ti Usa”? Resta il dilemma sospeso: “Se la situazione non dovesse migliorare o se dovesse peggiorare, opererò un’altra valutazione”, fa sapere. Intanto fa il pesce in barile. Del resto Mario Tonina da Lomaso è del segno dell’acquario (19 febbraio 1958). E il Golem nell’acquario ci sguazza.
Ops. Una nostra amica, astrologa di chiara fama, manda a dire che se è nato dopo le 4.50 del 19 febbraio il suddetto appartiene al segno dei pesci. Dove del resto ha pure la Luna. (Chissà che luna avrà in questi giorni il suo competitor?). Le altre considerazioni dell’astrologa le teniamo in serbo per le prossime puntate. Che ci saranno, il Golem è sicuro.
“Essere o non essere (assessore), questo è il dilemma: se sia più nobile nella mente soffrire colpi di fionda e dardi dell’oltraggiosa fortuna o prender armi contro un mare d’affanni e, opponendosi, por loro fine? Morire, dormire… nient’altro…”
Quale commento migliore che le immortali parole del Bardo, per spiegare il travaglio dell’Amleto lomasino (che nulla ha a che vedere con l’amblèt)?
Essere o non essere assessore, quando le decisioni vengono prese altrove? Essere o non essere assessore, quando sei commissariato dall’ente che dovresti governare: che gusto c’è? Eppure avevamo confidato in uno scatto di orgoglio, in uno scatto d’ira, in uno scatto di corsa, in qualcosa insomma che non fosse “morire, dormire…null’altro”.
Adesso l’assessore che è e che rischiava di non essere chiede all’Azienda Sanitaria l’assunzione di quelle responsabilità che fino ad ora non ha mai assunto e allora perché dovrebbe assumerle proprio adesso? Ci soccorre ancora il principe danese: “Così la coscienza ci rende tutti codardi e così il colore naturale della risolutezza è reso malsano dalla pallida cera del pensiero e imprese di grande altezza e momento per questa ragione deviano dal loro corso e perdono il nome di azione.” Firmato: William Shakespeare.

