Sono i giorni del gelo, di un freddo polare che attraversa le ossa e intirizzisce il cervello. Il nostro, a giudizio di taluni. Eppure, alla luce di quanto scrivono anche i giornali (in particolare il T-quotidiano: “Il grande freddo”, di oggi 7 gennaio 2026), non è fuori luogo chiedere a coloro che occupano le poltrone che tengono al caldo perfino il loro sedere, di aprire gli spazi semivuoti dei palazzi e di far entrare quei disgraziati diversamente costretti a dormire all’addiaccio. Bravi a coniare gli slogan: “aiutiamoli a casa loro”. Poiché a casa loro non li aiutano, né loro né noi, (basta verificare quanto stanzia da qualche anno in qua la Provincia autonoma di Trento per la solidarietà internazionale), visto che sono a casa nostra diamo loro un riparo. Almeno quando le temperature sono a picco.
Il palazzo della Regione, per esempio. La sala grande al pianterreno, così vicina a piazza Dante dove stazionano i “perdigiorno”, quelli che un tempo con un eufemismo chiamavamo i “baroni dal sol”. Aprite loro le porte e fateli entrare. Tanto il palazzo, ormai reso inutile dalla modifica del Titolo V della Costituzione (valgono solo le due Province autonome), ha una guardiania fissa. Anche di notte. E pure una squadra per le pulizie. Di giorno.
Dimenticavamo che certi personaggi della politica nostrana sono prodighi a sparare ai fringuelli. E per traslato anche ai disgraziati che hanno fatto il viaggio inverso (dei fringuelli). Quanto a socchiudere le porte…
Peraltro è di queste ore la notizia che alcuni preti di città si sono detti disponibili ad aprire gli oratori per dare un riparo a coloro che, piaccia o no, sono esseri umani. Come noi.
Ancora una volta saranno le strutture della diocesi (che siano tornati i catto-comunisti?) a rattoppare i buchi della politica e a rendere palese la latitanza di una opposizione che non fa il proprio mestiere?
La prossima notte ci dirà se dovremo contare i morti di freddo o se, come a Parigi con i “sans papier” si spalancheranno le porte delle chiese e i “buoni cristiani” saranno buoni per davvero. Perché un conto è andare in giro mostrando rosari e crocifissi al collo, un conto è applicare qualche virgola delle prediche di quel disgraziato che i romani, istigati dai giudei, misero in croce oltre duemila anni fa.


