Oltre 300 persone, la maggior parte over 50 anni, il 4 gennaio sera nel teatro dell’oratorio a Lavis per una “lectio pacis” di Alex Zanotelli, il missionario comboniano che a 87 anni compiuti il 26 agosto, resiste attivamente alla mentalità di guerra che attraversa le società occidentali.
Un ulteriore incontro di Alex Zanotelli è in programma
MERCOLEDI’ 7 GENNAIO, ALLE 17.30 AD ARCO, CANTIERE 26-PRABI
Piergiorgio Bortolotti, già responsabile del “Punto d’Incontro”, centro di accoglienza avviato nel 1977 da don Dante Clauser, nella sua introduzione alla serata di Lavis ha definito Alex da Livo: “Un profeta inascoltato, persona scomoda perché schierata dalla parte degli scartati, uomo mite, non violento, costruttore di pace, ma graffiante, testimone credibile come discepolo del profeta di Nazaret.”
Alex Zanotelli che è stato direttore di Nigrizia, la rivista mensile dei Comboniani italiani, non esitò a definire l’allora ministro della difesa Giovanni Spadolini “un piazzista d’armi”. Finì che, dopo un intervento del Governo sul Vaticano e da qui sulla congregazione religiosa di appartenenza, dovette lasciare la direzione del mensile. Si rifugiò nello slum di Korogocho, una delle baraccopoli che fanno corona a Nairobi, in Kenya, dove tra immondizie e rifugi di lamiera sopravvivono centinaia di migliaia di esseri umani. Ma anche lì divenne scomodo per il governo africano che faceva affari con i maggiorenti italiani. Tornato in Italia, Alex da Livo è finito nel quartiere Sanità a Napoli. Vive in un piccolo spazio ricavato dentro il campanile di una chiesa.
Alex Zanotelli ha esordito: “Siamo davanti a un sistema che non regge più. Un sistema economico-finanziario che per sopravvivere ha bisogno della guerra e della produzione di armi. L’anno scorso abbiamo speso a livello mondiale 2.240 miliardi di dollari in armamenti. È una cifra folle, immorale, mentre milioni di persone muoiono di fame o non hanno accesso all’acqua potabile. Ecco perché dico che la pace non è solo assenza di guerra. La pace è giustizia. La pace è condivisione delle risorse. La pace è rispetto per la vita di ogni essere umano e per la nostra casa comune, la Terra, che sta gridando per la crisi climatica che noi stessi abbiamo provocato.
Dobbiamo avere il coraggio di dire di no a questo sistema di morte. Dobbiamo praticare la nonviolenza attiva. Come diceva il mio amico Tonino Bello: ‘Dobbiamo passare dalla delega alla partecipazione’. Non possiamo stare a guardare mentre il mondo brucia. Ognuno di noi, nel suo piccolo, deve diventare un costruttore di pace, deve disarmare la propria vita e le proprie scelte Ritrovarci insieme per riflettere, per interrogarci, per capire come possiamo agire è il primo passo per uscire dalla rassegnazione.”
Dopo aver ricordato che nel mondo vivono 9 miliardi di esseri umani e che un miliardo di persone sta consumando il 90% dei beni prodotti sul pianeta, Alex Zanotelli ha proseguito:
“Per continuare a papparci tutto, il 10% cosa deve fare? Armarsi fino ai denti. Non c’è via. Le armi servono a questo: ad armare… a difendere l’Occidente. Tra l’altro non so se vi ricordate qualche settimana fa, o un mese fa forse, la Meloni, durante un colloquio con Trump a Washington, ha usato per la prima volta in inglese una parolina che non era mai stata usata. A Trump ha parlato di ‘Western Nationalism’, nazionalismo occidentale. È la difesa, armiamoci bene, dell’Occidente, dell’Occidente cristiano, dei valori, della nostra civiltà.
E allora ecco allora il perché delle armi: noi dobbiamo difenderci dai barbari, alla fine possiamo dire come l’Impero Romano, la stessa cosa, la grande difesa contro i barbari che minacciano la nostra fede, la nostra civiltà, la nostra religione. E quindi ci armiamo fino ai denti.
Guardate che siamo arrivati a delle cose veramente assurde a livello di armi. È mai possibile che praticamente l’Europa l’anno scorso ha deciso di spendere, investire in armi 800 miliardi di euro? Sapete cosa vuol dire 800 miliardi di euro? Meloni altrettanto, non può rimanere indietro; ha chinato il capo a Trump e ha accettato che in Italia si investa il 5% del PIL (Prodotto Interno Lordo) in armi. 5%. Oggi siamo all’1,2% del PIL e già oggi spendiamo 32 miliardi di euro all’anno. Con il 5% del PIL arriveremo a 100-150 miliardi di euro all’anno. Ma capite che così salta tutto? Già adesso lo vedete anche voi, la sanità pubblica sta saltando, la scuola sta saltando, ma è chiaro: se voi investite in armi non potete avere… poi il governo non può avere il denaro per investire sulla sanità, sulla scuola, su tante altre cose, e i servizi infatti vanno proprio degradandosi. Quindi capite un po’ come diventa fondamentale incominciare a capire come i problemi sono connessi.”
P. Alex Zanotelli ha proseguito: “E dall’altra parte le armi pesano sull’ecosistema, a tal punto che ci sta saltando l’ecosistema. Cioè c’è un surriscaldamento nel pianeta che fa paura. Abbiamo già tradito il trattato di Parigi che chiedeva di rimanere sotto l’1.5%. L’abbiamo già passato. Ormai ognuno fa quel cavolo che vuole, va avanti con petrolio, carbone, nulla… anche l’Europa ha tradito il Green Deal, ha tradito tutto. Capite che razza di peso tutto questo costituisce sull’ambiente? Guardate che la situazione ambientale è di una gravità estrema in questo momento, estrema. La paura degli scienziati è che si inneschino nell’atmosfera fenomeni tali da cui non si potrà più tornare indietro e la realtà diventerà sempre più terribile, la Terra cioè diventerà un forno.
[…] E i nostri governi, anche il governo italiano, sono prigionieri del complesso militare-industriale. Quando studiavo negli Stati Uniti, ero un ragazzino ventenne, ho sentito alla radio l’ultimo discorso di Eisenhower al popolo americano. Non lo dimenticherò mai. Prima di cedere il potere a Kennedy, ha detto: “Popolo americano, penso che la vostra democrazia sia abbastanza solida. Non vedo pericoli da fuori’ —era il momento dello scontro con la Russia che poi è precipitato nella crisi di Cuba — non vedo pericoli da fuori per la vostra democrazia, ma vi potrebbe essere un pericolo che vi viene da dentro: dal complesso militare-industriale di questo paese”. Eisenhower, generale, il più ammirato generale degli Stati Uniti, era un profeta, ha profetizzato. Guardate che siamo… gli Stati Uniti sono in tutti questi anni prigionieri, chi comanda non è il Presidente degli Stati Uniti, lo sapete molto bene chi è, eh? È il Pentagono. È lì che adesso Trump ha chiamato, invece di Ministero della Difesa, Ministero della Guerra. Capite subito che razza di passaggi ci sono in tutto questo.”

“L’Occidente che si arma per la guerra è dovuto a che cosa? Praticamente penso che sia dovuto essenzialmente al rifiuto che abbiamo dell’altro. Noi ci sentiamo, guardate che ognuno di noi… si porta dentro, anch’io ci ho messo anni per tentare di uscirne fuori, abbiamo una mente coloniale. Ognuno di noi è convinto di avere la civiltà, la cultura, la vera religione. Questa è stata la base del colonialismo mondiale. Abbiamo colonizzato il mondo su queste basi.”
“E in questo senso, guardate, è davvero incredibile, sono le politiche che abbiamo in Europa, ma guardate anche Trump è la stessa cosa, anzi peggiore: cosa fa? Non vogliamo saperne dei migranti. Fuori. Perché la paura qual è? La paura dei governi di ultradestra in Europa è che vengano a contaminare la nostra civiltà, la nostra cultura. … Con queste leggi che ci hanno fatto esternalizzare i confini, pagando soldi a non finire ai paesi vicini, dalla Turchia, all’Egitto, soprattutto alla Tunisia, alla Libia, perché trattengano lì i migranti… provate a pensare che la UE ha dato 9 miliardi di euro a quel dittatore di Erdogan in Turchia perché trattenga lì, praticamente 3, 4, 5 milioni di profughi delle guerre che abbiamo fatto noi in Iraq e giù e giù, in Afghanistan… bloccati. Non avete idea che razza di sofferenza c’è in Libia. E poi c’è il tentativo di passare il Mediterraneo… Nel Mediterraneo secondo me sono già sepolte 100.000 persone. Guardate che quello che noi diciamo della schiavitù, domani i nostri posteri lo diranno di noi.”
Dopo aver ricordato la figura di Pierre Claverie (1938-1996), che da agnostico diventa prete cattolico poi vescovo e muore assieme a un suo amico musulmano dilaniato da una bomba dell’estremismo islamico, Alex Zanotelli ha proseguito dando indicazioni di azioni non violente: “In Germania sta tornando la leva militare. Arriverà anche in Italia. Io invito i giovani ad andare in Comune e a iscriversi subito, e dire chiaro e tondo: se per caso arriverà la leva in Italia, io non ci sto. Cioè, sono queste le azioni concrete, dobbiamo reagire in tutte le maniere, perché solo così mettiamo in crisi un sistema.
Questa è non violenza attiva. Chi paga le armi. Le banche. Perché teniamo i nostri soldi in quelle banche che io chiamo “banche armate”? Cosa ci vuole a ritirare i propri soldi e metterli in banche che non investono in armi? Non avete l’idea di che razza di potere avete dal basso in questo. Ma dobbiamo assolutamente agire.
È Gesù che ha inventato per il suo popolo la non violenza attiva… Pensate a Gandhi. Ha messo insieme 100.000 persone che lo seguivano con la non violenza e senza sparare un proiettile è riuscito a ottenere l’indipendenza dell’India dal più grande impero che sia mai esistito su questo pianeta, l’Impero Inglese.”
Alex Zanotelli ha concluso: “Guardate che la situazione a livello mondiale fa veramente paura in questo momento, perché non c’è più nessuna regola, non c’è più nessuno che può controllare l’altro. Basta che tu hai la forza economica e la forza militare e fai che cavolo che ti pare. Questo è estremamente pericoloso.”
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