Ci sono chiacchiere da osteria e ci sono dichiarazioni di ministri della Repubblica che, se fossero pronunciate da comuni mortali, si direbbero risciacquate in qualche bicchiere di troppo. Voci dal sen fuggite che riempiono di “ombre” non solo chi le pronuncia ma tutti coloro che le accettano con un’alzata di spalle o il sopracciglio appena appena sollevato.
Se davanti al dramma crescente e quotidiano del femminicidio che sta devastando i nostri tempi, un Ministro della Giustizia della Repubblica afferma che: “… se oggi l’uomo accetta e deve accettare questa assoluta parità formale e sostanziale nei confronti della donna, nel suo subconscio il suo codice genetico trova sempre una certa resistenza”, allora diventa certezza l’impressione che la strada da fare sia ancora molto lunga.
Tutto insomma ritorna alla genetica e da questa prende avvio per arrivare poi all’eugenetica che divide fra essere idonei e inidonei alla vita. In tali contesti, anche il mio destino di mostro, estraneo al codice genetico umano ma assolutamente consapevole e partecipe delle emozioni dell’umanità, appare ormai segnato.
È già successo con l’“Aktion T4”, proprio sulla base di simili presupposti genetici. Se l’uomo quindi resiste geneticamente all’idea di parità con la donna, a maggior ragione potrebbe resistere geneticamente all’idea di parità con i neri (i “negri” per una creta idea corrente), i gialli, gli omosessuali, gli handicappati, gli ebrei e ogni altra diversità. Con ciò dimostrando che il sig. H., autore di una raccolta di confuse farneticazioni pubblicate sotto il titolo di “Mein Kampf”, potrebbe aver avuto ragione.
Eliminare queste diversità che si oppongono al codice genetico dell’uomo non sarebbe quindi un reato, ma un atto di resistenza, sufficiente ad assolvere chiunque, transitando così dal barbaro “delitto d’onore”, alla barbarie della genetica come scusante dell’orrore.
Preoccupato che simili idee alberghino nella capiente testa di un Ministro della Giustizia e lieto, al contempo, che la stessa persona non sia più un Magistrato, esprimo a tutte le Donne la mia modesta solidarietà di essere subumano e partecipo al loro stupore per un governo, presieduto da una donna che accetta tutto ciò. O che comunque sta zitta, glissando sui problemi come alle domande dei giornalisti.
@ilgolem-iltrentinonuovo.it

