Se le bugie hanno le gambe corte, la Corte Costituzionale ha la vista lunga. Dopo il buio della ragione uno spiraglio di luce nella notte della Provincia (e della regione Trentino-Alto Adige). L’indomani della sentenza della Consulta che ha accolto il ricorso del Governo contro la legge provinciale di Trento sul terzo mandato (legge ad personam per Fugatti), il centro-destra si interroga sul da farsi: cambiare legge elettorale e tornare al proporzionale così (nell’ipotesi remota che la coalizione resti unita e torni a vincere) Fugatti potrebbe tornare in sella? Oppure azzerare tutto e trovare un candidato presentabile per lo scranno più alto del palazzo? Basiti ma non vinti e, soprattutto, non convinti, i padano-pipititin-destrorsi stanno studiando (?) una via d’uscita dall’impasse in cui la Corte li ha messi alle corde. E sull’altro versante? Si tace o si boffonchia. In attesa di trovare idee e programmi da proporre per l’alternativa. Ma su questo versante, come diceva in “Napoli milionaria” Edoardo De Filippo, “Ha da-passà-nuttata”.
Chi se li ricorda i film muti? Il languore dei baci del bel Rudy; il volto serio e per questo irresistibile di Buster Keaton e Charlot che sfida la fame cuocendosi, in sogno, i lacci delle scarpe. Muti, ma capaci ancora di farci ridere. L’esatto opposto del centrosinistra trentino, capace solo di farci piangere – o meglio rimpiangere – nel confronto con l’opposizione del passato.
La Corte Costituzionale ha parlato, con il linguaggio secco e chiaro delle sue sentenze inappellabili. Il centrodestra ha reagito mascherando rabbia e delusione, ma comunque vitalizzando un dibattito dai mille risvolti. In questo panorama, spiccano le analisi lucide e consapevoli di Lorenzo Dellai e di pochi altri. Eppure sulla scena c’è una grande attrice del muto. Si chiama ADA ed è una straordinaria interprete del muto.
ADA tace, consapevole della forza narrativa del silenzio. ADA parla poco, forse per non disturbare futuri possibili partner. ADA non recita quasi mai il ruolo di una opposizione. ADA è figlia di recondite prudenze. Forse perché non sa cosa dire, ma è un’artista quando spaccia il suo mutismo per saggezza. Almeno finché regge. Certo che, dopo la sentenza, quel mutismo, comodo e svogliato, ha perso una occasione unica per trasformarsi in pensiero politico. Non è la prima volta, ma, forse, una delle ultime, purché se ne accorgano.
Forse, per il 2028 l’intelligenza destro-leghista farà una legge tale da permettere perfino a Mamdani di candidarsi in Trentino. L’unica occasione per offrire qualche prospettiva al futuro di ADA; un futuro che altrimenti rischia già di essere alle spalle.
P.S. ADA non è Mary Pickford, Greta Garbo o Francesca Bertini. È solo Alleanza Democratica Autonomista. Appunto un’ADA qualsiasi.
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