Arriva l’autunno “caldo”, fatto di piazze che si riempiono per alzare la voce contro la mattanza dei Gazawi dopo due anni di insignificanza di un popolo di vecchi, donne e bambini (non i terroristi di Hamas) agli occhi dell’opinione pubblica del mondo. Nel mondo piccolo tra le Dolomiti e il Garda arriva l’autunno “freddo”: di salari al minimo, di pensioni che perdono via via potere d’acquisto, di un “Trentino solidale” che deve allargare la platea degli affamati; di un turismo che, per contro, è andato a gonfie vele: dal Garda alle Dolomiti. “Respira, sei in Trentino”.
Certo, per i “conigli” di piazza Dante che non rispondono o balbettano di fronte alle domande di una giornalista di Rete 4; per gli eletti che hanno scambiato il ruolo del governo per quello del comando, la mangiatoia è pingue. E da quella mangiatoia, non si discostano certo certe opposizioni. Che sono, ribadiamolo, di facciata più che di sostanza. Qualche interrogazione, qualche ordine del giorno, al quale, spesso, non vien data risposta o, nel migliore dei casi, dopo tempi biblici.
E loro, gli interroganti? Li avete mai visti incollati allo scranno del Consiglio e imporre, magari con una occupazione a oltranza, risposte rapide e convincenti?
No, perché i gazebo, i volantinaggi, le piazze (e le piazzate) sono roba d’altri. Patrimonio dei partiti di lotta e di governo, i quali con le piazze e il porta a porta sono appunto finiti al governo: della Provincia e della Nazione.
Programmi per una svolta, di prospettiva per un Trentino aperto e plurale; progetti e impegni per una sanità e una scuola d’eccellenza… li avete letti, visti o sentiti? Per esempio dagli oppositori (?) del PD della cui presenza arriva ogni tanto il refolo di una interrogazione? Da quelli di Campo Base che sono ancora alle prese del campo (da gioco? da arare?) e intanto perdono i contatti con la base, sempre che qualcuno di loro non si stia predisponendo ad andare in soccorso al vincitore.
Nel frattempo a fare ciò che dovrebbe essere “per contratto” materia dell’opposizione, arriva fresca di stampa un’intervista che il segretario della CGIL, Andrea Grosselli, ha dato a Fabrizio Franchi per l’Adige di domenica 28 settembre. Franchi scrive che “Grosselli decide di sparare una fucilata contro il centro sinistra trentino che invece di pensare allo sviluppo economico segue Fugatti e la sua linea”. E parla di governo “Fugaselli” (crasi tra Fugatti e Ianeselli, il sindaco di Trento).
Grosselli sottolinea che i salari medi in Trentino sono i più bassi del Nord-est, che l’occupazione cresce ma solo nel precariato, che non si investe nell’industria (2.600 addetti in meno nel secondo trimestre del 2024) “eppure – dice all’Adige – continuiamo a sussidiare settori a bassa produttività come il turismo.” Lamenta una convergenza con Fugatti anche da parte dei sindaci dei comuni guidati dal centrosinistra. Per contro, il sindacalista Grosselli chiede alla Provincia di “fare politiche pubbliche capaci di fermare la spirale dell’impoverimento”.
Quanto a Fugatti, in buona compagnia, è andato a Kigali in Rwanda per accogliere di persona la designazione del Trentino a sede dei campionati del mondo di ciclismo del 2031. (Bella l’Africa, soprattutto se si tiene stretti gli africani, non è vero?). Una soddisfazione che potrebbe essere smorzata a metà ottobre dalla decisione della Corte costituzionale sul terzo mandato quale presidente della Provincia autonoma di Trento.
A tale proposito, il 23 settembre la Corte ha ammesso nel processo di legittimità costituzionale la voce della società civile trentina. Ha emanato cioè il decreto di ammissione dell’opinione scritta amicus curiae presentata il 23 giugno dall’associazione “Più Democrazia in Trentino” della quale è legale rappresentante il dott. Alex Marini già consigliere provinciale di Trento. Una voce in più per dire “no” al terzo mandato, che suona come un invito a Fugatti: “Sospira, sei in Trentino”.

